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Attivitą fisica nel produrre una perdita di peso |
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Abbiamo identificato sedici studi [2-17] che confrontavano il calo ponderale in gruppi
Abbiamo identificato sedici studi [2-17] che confrontavano il calo ponderale in gruppi designati a solo esercizio fisico con quello di altri senza alcun intervento; un sommario dei risultati di questi studi è incluso nella Tabella 1. Abbiamo escluso dalla nostra analisi gli studi in cui le persone erano specificatamente consigliate di mantenere il loro peso di base, durante il periodo di intervento.[18] In quasi tutti questi studi l’indice medio di massa corporea (BMI) era fra 25 e 30 kg/m2: nell’insieme, quindi, si trattava di persone sovrappeso ma non obese. La durata di tali studi variava fra 4 e 16 mesi; in tutti, fuorché in uno,[15] si è riscontrata una tendenza verso una certa perdita di peso o una prevenzione all’aumento del peso con l’esercizio, a paragone con i soggetti di controllo. In 11 degli studi si sono constatati progressi statisticamente significativi di perdita di peso con l’esercizio. Vi erano piccole differenze nei risultati riguardanti il peso fra i gruppi: la perdita di peso nel gruppo che si dedicava all’esercizio fisico variava fra 0,1 e 5,2 Kg.. Nella maggior parte degli studi, il calo di peso si limitava a 1-3 kg. Questi risultati sono simili a quelli di meta-analisi e rassegne pubblicate precedentemente, con la conclusione che il solo esercizio era associato ad una perdita di peso di 0,6-3 Kg., a confronto con i soggetti di controllo.[19-22] Con poche eccezioni, gli studi presi in esame risentivano di notevoli limitazioni che potevano rendere confusa l’interpretazione dei risultati. Nella maggioranza di essi, il consumo di energia dovuto all’attività fisica non era controllato in modo rigoroso, né misurato accuratamente e lo squilibrio energetico negativo indotto dall’esercizio era così modesto che non ci si poteva aspettare un calo ponderale di qualche entità. Spesso, i livelli di esercizio prescritti negli studi per la perdita di peso sono derivati da quelli standard per la salute cardiovascolare. La maggior parte degli studi esaminati prescrivevano un’attività fisica di circa 60-180 minuti alla settimana[2-15]. È da rilevare, inoltre, che solo quattro di questi studi prendevano in considerazione cambiamenti del peso o della composizione corporea come principale risultato della ricerca.; gli altri erano indirizzati agli effetti dell’esercizio sui lipidi, sui fattori di rischio di problemi cardiovascolari, sui livelli di glucosio e insulina, su malattie metaboliche e diabete. Alcuni studi non controllati e a più breve termine hanno esaminato gli effetti di livelli più elevati di esercizio rispetto a quelli prescritti negli studi scelti da noi e hanno constatato corrispondentemente maggiori perdite di peso.[23-24] Lee e altri hanno studiato l’impatto di 5 mesi di addestramento militare sul peso di maschi obesi reclutati nell’esercito. I partecipanti erano sottoposti a una media di 29 ore settimanali di allenamento, 57% del quale di intensa attività fisica. Nei 175 individui che completarono l’addestramento, la perdita di peso media era stata di 12,5 kg. In modo simile, Hadjiolova ed altri hanno valutato l'effetto di un programma di 45 giorni di esercizio fisico sul peso di 32 donne obese. Le persone prese in esame si sottoponevano a 10 ore di attività al giorno (con un consumo energetico calcolato in 3600-3700 calorie giornaliere) ed hanno perso in media 12,5 kg. Sebbene questi studi fossero senza controlli, i loro risultati sono importanti perché dimostrano che quando l’esercizio prescritto è di quantità sufficiente a produrre un deficit energetico di 500-1000 calorie (un deficit prodotto di solito da programmi in cui vi sono anche restrizioni caloriche) esso può provocare un notevole calo ponderale. Questa conclusione è sostenuta anche da due studi a breve termine eseguiti su donne[25] e su uomini[26] dove si dimostra che, quando lo squilibrio energetico negativo indotto o con restrizioni caloriche o con consumo di energia è pari, l’effetto sulla perdita di peso, ottenuta in un modo o nell’altro, è simile. Le persone in questi studi sono state assegnate a caso a raggiungere un identico deficit energetico giornaliero (500-700 calorie), prodotto o con una dieta, o con esercizio eseguito sotto supervisione, per un periodo di 12 settimane. Nel gruppo con solo esercizio l’immissione energetica era tenuta sotto stretto controllo a livelli di base. In entrambi i gruppi si sono verificate perdite di peso simili (circa 6 kg. nelle donne e 8 kg. negli uomini), dal che si deduce che, se si riesce a provocare un forte deficit energetico con il solo esercizio, si può verificare un sostanziale calo di peso, purché non vi sia un aumento compensativo di immissione energetica. Dati tali risultati, per perdere peso potrebbero essere necessari livelli più alti di esercizio di quelli della maggior parte degli studi presi in considerazione; tuttavia, quando si aumenta la quantità o la lunghezza degli esercizi prescritti, l’adesione dei pazienti diventa più problematica. Nel Midwest Exercise Trial,[5] il più lungo degli studi esaminati, meno di metà delle persone coinvolte avevano completato il periodo di 16 mesi dello studio, sebbene ottenessero un compenso per il tempo che vi dedicavano.[27] Anche nello studio di Ross ed altri[25] solo circa il 50% dei soggetti ha completato il tempo di partecipazione. Un altro fattore che può rendere poco chiari i risultati degli studi esaminati è il fatto che l’immissione energetica può aumentare quando il consumo è mantenuto più alto per un lungo periodo e che questo cambiamento può ridurre la perdita di peso ottenuta con il solo esercizio.[27] È difficile verificare che l’immissione energetica, nel gruppo in cui si interviene con l’esercizio, non aumenti al di sopra del livello della dieta di base dei partecipanti. Inoltre, in risposta ad livelli elevati di esercizio, possono esserci delle compensazioni in altre componenti dell’equilibrio energetico, fra cui l’indice metabolico a riposo (RMR) e l’attività fisica non specialmente di esercizio. Infine, la perdita di tessuto adiposo che avviene quando una persona aumenta il proprio livello di esercizio può essere dissimulata in qualche grado dal corrispondente aumento di massa muscolare magra, ciò che porta a difficoltà nell’interpretare i dati quando il risultato è valutato solo basandosi sui cambiamenti di peso. Gli studi che prendono in esame anche la composizione corporea mostrano infatti che essa è migliorata dall’allenamento fisico, spesso indipendentemente dalla perdita di peso,[28-30] e che esso agisce soprattutto a ridurre il grasso addominale[7,26,31] e a migliorare i fattori di rischio cardiometabolico.[32] Il peso corporeo quindi può non essere l’unica e migliore misura da prendere in considerazione, quando si esaminano i benefici sulla salute di un intervento con l’esercizio fisico. |
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